Mi piace cantare davanti allo specchio con la spazzola in mano. Mi piace fare il playback in macchina stringendo una bottiglia di plastica. Mi piace saltellare come una cretina, fare finta di avere diciannove anni, storpiare le parole delle canzoni. Ho voluto pensare all’estate come a uno stato d’animo festaiolo, un’euforia che ti sale addosso appena l’aria inizia a rinfrescarsi e ti viene voglia di aperitivo. Mi sono venuti in mente i telefilm anni ottanta, i giri in macchina con mio fratello, i pantacollant, i brillantini sulla pelle, i pattini, la palla da discoteca dai mille specchi riflessi. Le estati di tanti anni fa, le canzoni senza tempo, il mio attore preferito, le mille volte che ho fatto finta di suonare la chitarra senza avere nessuna chitarra in mano. Le spalline, la lacca, il lucidalabbra all’albicocca, l’agitarsi su una canzone come una ragazza di Non è la Rai.
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