È davvero curioso come da un continente all’altro possa cambiare completamente la scala di valori a proposito di cosa è giusto e cosa è sbagliato… o, a seconda delle situazioni, di cosa è sbagliato e cosa è meno sbagliato. In Canada, e in particolar modo in Ontario, le leggi sull’alcol sono piuttosto severe. Qualsiasi tipo di bevanca alcolica la si può trovare solo in negozi specializzati e autorizzati (ricordo ancora la risata della commessa al supermercato quando le chiesi “Ma dove sono le birre?”), non è possibile acquistare o bere alcolici se hai meno di 19 anni e per questo motivo in molti posti i minorenni non possono nemmeno entrare; è vietato consumare bevande alcoliche in tutti i luoghi pubblici comprese strade, piazze, parchi e spiagge, e pensate che addirittura durante i festival e i concerti all’aperto c’è sempre un vero e proprio recinto per chi vuole bersi una birretta, ovviamente a prezzi astronomici. Per noi Italiani, che possiamo tranquillamente andare a zonzo per le città con la “morettona” in mano o fare un pic-nic al parco accompagnando il cibo con un buon vino, è davvero una cosa strana sentirsi così “ingabbiati”.
CiaoCiao Italia: vita in Canada 4 | Stefano Ginella su SettePerUno
Sub Urb Art: Arte Urbana in Subbuglio A Torino, in via Foggia 28, nel cuore del quartiere Aurora, ben 1500 mq di spazio dismesso, anziché essere lasciati senza scrupolo a un destino inconsolabile di deterioramento e abbandono, compongono adesso uno spazio destinato alle mostre, alle performance, alle attività di quartiere, ai concerti e soprattutto all’arte urbana.
Mi piace cantare davanti allo specchio con la spazzola in mano. Mi piace fare il playback in macchina stringendo una bottiglia di plastica. Mi piace saltellare come una cretina, fare finta di avere diciannove anni, storpiare le parole delle canzoni. Ho voluto pensare all’estate come a uno stato d’animo festaiolo, un’euforia che ti sale addosso appena l’aria inizia a rinfrescarsi e ti viene voglia di aperitivo. Mi sono venuti in mente i telefilm anni ottanta, i giri in macchina con mio fratello, i pantacollant, i brillantini sulla pelle, i pattini, la palla da discoteca dai mille specchi riflessi. Le estati di tanti anni fa, le canzoni senza tempo, il mio attore preferito, le mille volte che ho fatto finta di suonare la chitarra senza avere nessuna chitarra in mano. Le spalline, la lacca, il lucidalabbra all’albicocca, l’agitarsi su una canzone come una ragazza di Non è la Rai.
Alza il volume.
Faremo a gara a chi andrà più lontano camminando sull’acqua. Guarderemo gli ombrelloni chiusi sulla spiaggia, quando viene la sera, legati con corde sottili indurite dai raggi e dal sale e dalle mani scure del giorno. Ci diremo l’estate scorsa, ci giureremo l’estate prossima e intanto quest’estate la forzeremo nella notte, la sveglieremo come un sogno. E nel sogno ci saremo noi, i bambini grandi, le canzoni carine e il mare che non si asciuga mai.
E le sere sembreranno senza fine | Maria Lo Conti su SettePerUno
Se scrivere a quattro mani è sempre una sfida, scrivere a otto può sembrare un’impresa. È bello quando le imprese, per quanto sembrino impossibili, alla fine riescono alla grande.
Questa compilation nasce dalla selezione tra la musica che ascolto in ufficio negli ultimi giorni e il mio iPod che porto quasi ovunque. Probabilmente saranno anche le canzoni che ascolterò più spesso ad agosto mentre passeggerò per le strade di N.Y. Sarebbero le stesse canzoni che ascolterei se camminassi lungo una spiaggia deserta o se mi stessi preparando uno spritz in casa per combattere la calura estiva. Sono sicura che alcune le canterete a squarciagola, altre vi costringeranno a fare micro passetti di danza senza accorgervene. Insomma ascoltatele e divertitevi.


